Caro Pedante curioso, ti scrivo in rosso color cocomero che non ho mangiato a Ferragosto e senza il sapore di sale e sabbia che cita Gadda e canta Gino Paoli.
Ho deciso di trascorrere la giornata di festa a casa, ho evitato di mescolarmi all'allegria, ma perché "quale allegria?" cantava Dalla. Riflessione sul supermercato aperto nonostante la festa, tempo di crisi perché ogni giorno è buono per far cassa. Primo pensiero: il cocomero "tondo tondo" ma altro che tondo, in giro cocomeri giganteschi e ovali, buoni per una comitiva di gente allegra e poco adatti al mio frigo. Alla fine ho optato per un melone verde a forma di palla da rugby e ho pensato che andava bene; ebbene lo confesso: evito la tradizione e poi rispetto i riti semplici, ci provo, come soffiare una candelina il giorno del compleanno o le lenticchie a Capodanno.
Sono stata a casetta immersa nel silenzio, con mio figlio e il cane, gli altri residenti sono in vacanza altrove. Ho sentito la mia cara zia di Napoli e la mia amica a telefono e ho visto un bellissimo vecchio film con Gassman ambientato in Toscana e sono stata bene, ma ho pensato "Domani si va al mare".
Anna
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